Dario Serafino

domenica, dicembre 09, 2007

Lo diceva Neruda










E' la ragione per cui sono nato. Alla fine in me ha vinto l'istinto viscerale.
Non vi è bastato il tentativo di rendermi schiavo moderno, non vi è servito distogliermi dalla strada del suono e del canto, seguire la ricerca infinita di armonie, spose di una follia primordiale che mi da linfa. Gio Man mi faceva notare oggi quanto è facile e istintivo sia per gli essere viventi trovare un angolo di mondo e richiudersi dentro. Comprensibile e sano quando si è consapevoli di tutto ciò. Lo schiavo moderno invece, succube della società, non sa più che forma hanno le sbarre dentro le quali è rinchiuso, ne la distanza che lo separano da lui ed il più delle volte non ne conosce l'esistenza.

Gio Girl qualche giorno fa, ignara dei miei pensieri a riguardo mi dona queste verità assolute.

LENTAMENTE MUORE
Pablo Neruda

Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine, ripetendo ogni
giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marcia,
chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco
e i puntini sulle “i” piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che
fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore
davanti all’errore e ai sentimenti.

Lentamente muore chi non capovolge il tavolo,
chi è infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l’incertezza per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.

Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge,
chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso.

Muore lentamente chi distrugge l’amor proprio, chi non si lascia aiutare;
chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.

Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde
quando gli chiedono qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere
vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto
di respirare.

Soltanto l’ardente pazienza porterà al raggiungimento di una
splendida felicità.

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2 Comments:

  • At 12/16/2007 06:51:00 PM, Blogger fezz said…

    http://www.youtube.com/watch?v=7pEjwMiswOo

    bel viaggio, se poi torni.

    bacio

     
  • At 1/24/2008 09:31:00 PM, Anonymous Anonimo said…

    lentamente muore chi si ferma.... a pensare....

    non è un viaggio, ma un percorso di crescita progressiva....
    e quindi? non torni...
    e quindi?vai...
    e quindi?cresci....

    lentamente muore chi si ferma....

     

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